Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali

Comunicato Stampa di Federazione n. 2/2022 del 28/10/2022

FEDERAZIONE INTERREGIONALE DEGLI ORDINI DEI DOTTORI AGRONOMI E FORESTALI del Piemonte e della Valle d’Aosta

Comunicato stampa 2/2022

CAMPI FOTOVOLTAICI: NO ALLE DEMONIZZAZIONI MA ATTENZIONE AI PROGETTI

Mondino (Agronomi): “Possono essere un’occasione di diversificazione energetica e produttiva”

I campi fotovoltaici non vanno demonizzati ma progettati e realizzati con attenzione. E’ questa la posizione degli agronomi e dei forestali del Piemonte e della Valle d’Aosta che entrano così nel dibattito sull’energia e sulle modalità per una sua produzione compatibile con l’ambiente.

“La possibilità di realizzare campi fotovoltaici su suolo agricolo – dice Davide Mondino, Presidente della Federazione Interregionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali del Piemonte e della Valle d’Aosta -, rappresenta un’opportunità di diversificazione del reddito per le aziende agricole del nostro territorio, soprattutto in un momento come questo in cui molti agricoltori sono messi in ginocchio da costi delle materie prime fuori controllo, ed alcuni di essi pensano di abbandonare, chiudendo le attività”.

Mondino quindi aggiunge: “La forte attenzione verso la realizzazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli non va vista sempre con diffidenza o sospetto. E’ chiaro che tutto deve essere valutato con attenzione, ma la realizzazione di un impianto fotovoltaico può rappresentare una possibilità di crescita del reddito per molte aziende agricole, permettendo di ottenere entrate costanti, svincolate da andamenti climatici e di mercato che si fanno via via più difficili ed incerti”.

Circa le ricadute sull’ambiente e sulla produzione agricola, gli agronomi e i forestali sottolineano come gli impianti attuali non rappresentino neppure un “consumo di suolo” perché questi sono oggi perfettamente rimovibili al termine della loro vita utile e consentono di riutilizzare pienamente il suolo agricolo. “Si tratta – sottolinea Mondino -, di una situazione ben diversa rispetto a quella delle tante aree industriali, piazzali, centri commerciali e aree residenziali che, nonostante gli innumerevoli proclami sulla volontà di non consumare suolo, fioriscono ogni giorno sotto i nostri occhi”. Dal punto di vista ambientale, Mondino comunque precisa che le “procedure di valutazione di impatto ambientale hanno l’obiettivo di impedire che gli impianti fotovoltaici vengano realizzati in aree di particolare interesse naturalistico. Certamente, inoltre, deve essere posta particolare attenzione a salvaguardare l’impatto paesaggistico in aree che, dal paesaggio, ricevono una valorizzazione di attività economiche correlate, non solo quindi il turismo ma l’agricoltura stessa. La Regione Piemonte ha, d’altra parte, da tempo normato la possibilità di realizzare impianti su suolo agricolo, escludendo i suoli migliori, più fertili o dove si realizzano produzioni di eccellenza. La realizzazione di impianti fotovoltaici in aree agricole, non può quindi essere considerata solo negativa o solo positiva ma deve essere valutata, in parallelo con la valutazione dell’opportunità aziendale, tramite un’accurata analisi di contesto. E’ possibile anzi pensare ad una sinergia virtuosa tra produzione agricola e produzione energetica. Da questo punto di vista, il ruolo degli agronomi e dei forestali nel processo di valutazione può fare la differenza”.

“Il futuro prossimo – conclude quindi Mondino -, è peraltro sempre più agro-voltaico con un’integrazione forte tra i pannelli e le coltivazioni, permettendo così di sfruttare doppiamente l’energia del sole. Dobbiamo invece guardarci da una sorta di sindrome nimby che colpisce spesso chi affronta il tema dell’ambiente in relazione alle attività agricole”.

Torino, 28 ottobre 2022 

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