Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali

Newsletter ODAF Piemonte e Valle d'Aosta - Numero 0 - Agosto 2016

 

Nasce la newsletter della federazione dei dottori agronomi
e dottori forestali di Piemonte e Valle d'Aosta

 

"Assume iniziative, con funzione di rappresentanza degli ordini provinciali, presso qualsiasi organismo a livello regionale su questioni che interessano l’esercizio della professione..." è quanto prevede la legge "Nuovo ordinamento della professione di dottore agronomo e di dottore forestale" parlando della federazione. Ed è questo che il consiglio di federazione ha ritenuto doveroso fare, concentrando la gigantesca mole di informazioni patrimonio della categoria, non solo verso i propri iscritti, ma verso l'esterno, verso quindi la società che deve trarre beneficio dei servizi di noi agronomi e forestali, professione di interesse pubblico e quindi regolamentata.

Si chiede quindi a tutta la categoria di contribuire a presentare all'esterno i risultati dei nostri lavori, le esperienze accumulate, l'innovazione che abbiamo prodotto, cosi come le analisi di testi normativi e tutto quello che crediamo possa la nostra categoria presentare all'esterno. Abbiamo intenzione di ribadire il ruolo chiave che i nostri professionisti hanno e dovranno sempre più avere in tutto il Piemonte e la Valle d'Aosta, in montagna come in pianura e collina, nelle produzioni agroalimentari come nella filiera legno, dalla gestione del verde urbano ai territori rurali.
Con questo "numero zero" , vogliamo evidenziare non un semplice ruolo promozionale di questa newsletter, ma un vero e proprio spazio a disposizione dei lettori, che nella sezione "vetrina", a partire dal prossimo numero, potrà essere il punto di incontro tra domanda e offerta, permettendo agli iscritti di segnalare (scrivendo a odaf.piemonte-valledaosta@conaf.it) prodotti in vendita, lotti boschivi, materiali di ufficio ricercati o venduti.

Uno strumento quindi che nella maniera più concreta possibile sia a servizio degli iscritti mettendoli in contatto con una rete di destinatari che già ora conta oltre 2.600 contatti sia pubblici che privati, e che rappresenti per tutti i lettori un nuovo strategico punto di vista e possibilità di conoscenza per il settore agroforestale.

 



Note a margine della "Battaglia del grano”

 

In questi giorni infuria, nelle nostre città e nelle campagne, la “Battaglia del Grano”, e cioè la protesta contro i prezzi eccessivamente bassi del frumento, tenero e duro, che non remunerano gli agricoltori, promossa dai Sindacati agricoli; questa “battaglia” fa seguito alla battaglia del latte, di un mese fa, e fa seguito a quella delle pesche, della scorsa estate.

Sul fronte dei prezzi, al di là delle manifestazioni e delle proteste a forte impatto mediatico, nelle campagne il malcontento è alto: gli allevamenti (sia da carne che da latte) sono in crisi, i viticoltori (tranne alcune isole fortunate) sono in crisi, gli orticoltori sono strozzati da prezzi spesso inferiori ai costi di produzione, dei frutticoltori e dei cerealicoltori abbiamo già detto.

A questo punto sembra che non sia solo la crisi di un settore, ma è il “Sistema agricoltura” italiano nel suo insieme strutturale che non sembra dare più risposte economicamente sostenibili ai propri addetti.

A giudicare dalle varie “battaglie” che sono fatte sulle piazze di tutta Italia non sembra che quelle già messe in campo abbiano raggiunto appieno gli obiettivi prefissi.

È opinione della nostra categoria di Dottori agronomi e forestali che oggi si paghino errate scelte di fondo pregresse, che in tempi di prezzi di mercato superiori venivano mascherate da una certa remuneratività, che adesso non c’è più.

Lo scontro con il “mercato globale” sta infatti penalizzando i “sistemi agricoli” strutturalmente più deboli come quello italiano, verso i quali non si è saputo intervenire per tempo.

Riteniamo che la situazione di estrema sofferenza che le nostre aziende vivono oggi, sia quindi figlia di scelte operate nei decenni scorsi che non hanno puntato ad accrescere il potenziale agricolo, a rendere le aziende maggiormente efficienti, a prepararle ad una globalizzazione che in agricoltura è in atto da ormai 30 anni, preferendo, con discutibili scelte “di brevissimo periodo”, dare aiuti di mera sussistenza ad aziende con prospettive imprenditoriali minime o nulle, ma in grado di “fare massa e numeri” a livello politico.

E con questa politica non si è fatto a sufficienza per calmierare il mercato fondiario e favorire l’accorpamento delle terre: le norme sulla prelazione agraria evidentemente non sono state sufficienti, e mentre in altri paesi la gestione delle vendite di terreni è controllata dallo stato, che opera con criteri di regolazione del prezzo e di accorpamento fondiario, qui da noi abbiamo terreni a seminativo che vengono acquistati a prezzi insostenibili (150.000 €/ha nel cuneese, o nel mantovano-cremonese, ad esempio), che già da soli mettono fuori mercato le aziende che li acquistano.

Troppo spesso le politiche di finanziamento (nazionali e regionali) non hanno tenuto in debito conto, tra i criteri adottabili per concedere fondi alle aziende, la coerenza degli investimenti rispetto alla dimensione aziendale (fisica ed economica). Ma perseguendo il criterio della distribuzione “a pioggia” dei fondi, anziché preparare le aziende alla liberalizzazione dei mercati, si è contribuito ad accrescerne le sofferenze, a causa anche dei debiti contratti da queste per coprire la quota non finanziata nell’acquisto di beni, che probabilmente non sarebbero stati mai ammortizzati, e che restano troppo nei capannoni, con un evidente sottoutilizzo.

In questa situazione i Sindacati agricoli portano la gente in piazza per manifestare un malcontento comprensibile, e che giustamente l’opinione pubblica deve conoscere e condividere; non si comprende tuttavia che pretendere maggiori risorse per continuare ad investirle con i criteri di assistenza fine a se stessa, adottati trent’anni fa (in un ambito di mercato ancora protetto) non può essere una soluzione.

Le politiche volte alla promozione di realtà aziendali edulcorate e comunque “di nicchia”, singolarmente apprezzabili, hanno tuttavia fuorviato l’opinione pubblica, e distolto risorse pubbliche dagli interventi “strutturali” certamente meno “mediatici” ma in grado di dare risultati economicamente importanti nel medio e lungo periodo.


 

Modifica delle condizioni d’impiego
di prodotti fitosanitari contenenti glifosate


Visto il Decreto del Ministero della Salute 09/08/2016, si segnala che dal 22 agosto 2016 è vietato l'impiego di erbicidi contenenti la sostanza attiva glifosate all'interno dei seguenti spazi pubblici: parchi, giardini, campi sportivi e aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno di plessi scolastici, aree gioco per bambini e aree adiacenti alle strutture sanitarie. In considerazione del fatto che tale sostanza attiva è contenuta nella gran parte degli erbicidi comunemente impiegati in ambito urbano, si sollecitano i soggetti responsabili della gestione di suddetti ambiti di verificare le etichette dei prodotti fitosanitari da distribuire.

Per maggiori informazioni si rimanda al DM 09/08/2016 e all'Allegato 1 modificato.

 

 

 


 

Prossimi eventi organizzati da ODAF del Piemonte e Vda


01/09/2016 - da ODAF Novara e VCO - "Visita ai campi sperimentali di risone", a partire indicativamente dalle ore 15.00 a San Pietro Mosezzo, per proseguire alle ore 17.00 presso la Cascina Motta con l'incontro fra gli operatori , l'Amministrazione Regionale e terminare per le ore 18.00 con assaggio di risi, gorgonzola e brindisi con i vini delle colline Novaresi.

09/09/2016 - da ODAF Novara e VCO - Giornata delle Viticoltura, 30 anni di attività di difesa integrata nei vigneti delle colline Novaresi, a partire indicativamente dalle ore 14.30 con ritrovo a Ghemme prima visita ai vigneti, spostandosi per le 16.00 a Sizzano per il saluto delle Autorità, a seguire alle 16.30 conferenza del Prof. G.C. Lozzia che tratterà il tema "Un trentennio di difesa integrata nei Vigneti delle Colline Novaresi". Ore 17.30 termine dell'incontro con consegna delle Pergamene celebrative del trentennale e degustazione vini

La partecipazione a ciascun evento prevede il riconoscimento di 0,5 CFP.