Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali

Newsletter ODAF Piemonte e Valle d'Aosta - Numero 3 - Dicembre 2016

 

40 anni di Dottori forestali

 
Nel 1976 con la legge 3/1976 veniva per la prima volta inserita tra le professioni regolamentate da un Ordine il Dottore forestale.
Quarant'anni di attività professionale, di interventi sul campo e di progettazioni a servizio della ricerca, delle amministrazioni locali e delle comunità territoriali; quarant'anni in cui le conoscenze teoriche e operative si sono evolute nel segno dell'innovazione tecnologica e di pari passo anche la professione ha arrichito le sue competenze adeguandosi alle richieste della società.
Se i boschi e le montagne continuano a essere il territorio di riferimento, ora i forestali sono "scesi" in città e collaborano con amministrazioni e privati per lo sviluppo del sistemi ambientali sostenibili, per la valutazione di piani e progetti e per la messa in sicurezza del territorio pubblico e privato.
In Piemonte, su circa 1.000 iscritti, sono poco piu di un terzo i colleghi con profilo formativo di dottore forestale che condividono il ricco mansionario professionale con i Dottori agronomi. Inseriti nel pubblico e nel privato, liberi professionisti o dipendenti, un elemento accomuna tutti da molto prima che diventasse una espressione di uso comune, lo sviluppo sostenibile e ponderato sulle risorse dell'ambiente che ci ospita, con uno sguardo sempre rivolto al futuro e una conoscenza e radici salde nel passato.

E se, vista l'occasione, per una volta i colleghi e amici di formazione agronomica perdoneranno il fatto di essere passati in secondo piano, a nome del consiglio di Federazione, auguro a tutti buone feste e un ottimo 2017.

Marco Bonavia

 



La proposta di PEFC per i boschi del nordovest

 

Il primo dicembre si è svolto a Cuneo un incontro sullo schema di certificazione forestale di PEFC, grande l'interesse dei rappresentanti di confartigianato e della confindustria locali che ha portato a evidenziare la necesessità della nascita di maggior coordinazione tra gli attori della filiera e i professionisti, da tempo aggiornati e coordinati, consci dell’importanza della certificazione sia sul piano ambientale che economico, sono pronti alla sfida.

La certificazione PEFC fornisce uno strumento di mercato che consente di commercializzare prodotti in legno, carta e cartone derivanti da boschi gestiti in modo sostenibile e la promozione delle filiere locali. Il PEFC Italia è una ONG senza fini di lucro che rappresenta in Italia il più diffuso schema di certificazione forestale nel mondo. È un’iniziativa basata su una larga intesa delle parti interessate (proprietari forestali, industrie, ambientalisti, consumatori) per la promozione della gestione forestale sostenibile e della tracciabilità lungo le filiere forestali.La certificazione si avvale della verifica in campo da parte di organismi indipendenti per garantire che una foresta sia gestita in conformità a standard gestionali basati sulla sostenibilità e riconosciuti a livello internazionale. La certificazione garantisce anche la tracciabilità dei prodotti forestali e l’uso di un’etichettatura di mercato, cioè il marchio PEFC che potrà essere apposto ai prodotti costituiti da materia prima proveniente da foreste certificate; quindi non solo legno e suoi derivati (come la carta), ma anche prodotti forestali non legnosi (funghi, tartufi, miele, sughero, castagne, ecc.).

Quali sono le caratteristiche di una gestione forestale sostenibile?
Una foresta viene gestita in modo sostenibile quando:

  • la quantità di legname tagliato non è mai superiore alla quantità che cresce in foresta;
  • dopo il taglio, gli alberi verranno ripiantati o verranno aiutati a rinnovare naturalmente;
  • vengono tutelati gli habitat per piante e animali selvatici e tutte quelle funzioni di protezione che normalmente la foresta svolge nei confronti del clima, del suolo e dell’acqua;
  • devono essere rispettati i diritti e il benessere dei lavoratori, delle popolazioni locali e dei proprietari forestali, ovvero di tutti coloro i quali si guadagnano da vivere in bosco o grazie ad esso;
  • viene incoraggiato lo sviluppo locale perché da esso dipende il benessere e la sopravvivenza del bosco stesso.


Come si certifica la gestione forestale con il PEFC?
La certificazione forestale PEFC è la garanzia che la materia prima legnosa per carta e prodotti in legno deriva da foreste gestite in maniera sostenibile attraverso controlli di parte terza. La gestione delle foreste certificate è quindi regolarmente verificata da ispettori competenti e indipendenti, a loro volta controllati da Accredia (organismo di accreditamento nazionale).
I principi che devono essere applicati e che sono parte integrante della gestione forestale PEFC sono:

  • la conservazione della foresta come habitat per animali e piante,
    - il mantenimento della funzione protettiva delle foreste nei confronti dell’acqua, del terreno e del clima,
  • la tutela della biodiversità degli ecosistemi forestali,
  • la verifica dell’origine delle materie prime legnose,
  • regolazione del taglio delle piante rispettando il naturale ritmo di crescita della foresta,
  • l’obbligo che le aree soggette al taglio vengano rimboschite o preferibilmente rigenerate e rinnovate naturalmente,
  • la tutela i diritti e la salute dei lavoratori,
    - la promozione delle filiere corte,
  • la garanzia dei diritti delle popolazioni locali e dei proprietari forestali.


Come garantisco il prodotto finito?
La garanzia della corretta origine del materiale certificato si ottiene attraverso la Certificazione di Catena di Custodia PEFC, che è un sistema per tracciare il materiale certificato dalla foresta al prodotto finito, fornendo così garanzia che il prodotto provenga a tutti gli effetti da una foresta certificata. Anche la certificazione di Catena di Custodia viene emessa da un organismo di certificazione indipendente e accreditato che verifica che il sistema di registrazione del flusso del legno di un’azienda soddisfi i precisi requisiti dello schema di certificazione PEFC.

Che cos’è lo schema di certificazione PEFC?
Il PEFC è un’organizzazione mondiale non governativa, no-profit indipendente, che promuove, a livello mondiale, la gestione sostenibile delle foreste attraverso una certificazione rilasciata da un organismo di certificazione esterno e totalmente indipendente rispetto al PEFC, una certificazione che è riconosciuta a livello internazionale.
PEFC è l’acronimo di Programme for Endorsement of Forest Certification schemes che significa Programma per il Riconoscimento di Schemi di Certificazione Forestale.
Il marchio PEFC marchio identifica i prodotti costituiti da materia prima legnosa che proviene da foreste certificate PEFC per la gestione sostenibile delle loro risorse.

Chi sostiene il PEFC?
Il PEFC gode a livello internazionale del sostegno di numerosi soggetti appartenenti al settore foresta-legno quali:

  • proprietari forestali;
  • amministrazioni pubbliche;
  • organizzazioni e associazioni per la commercializzazione del legno;
  • associazioni di categoria e della società civile;
  • sindacati dei lavoratori;
  • organizzazioni non governative e organizzazioni ambientaliste.


I numeri del PEFC in Italia

  • L’area forestale certificata PEFC al 31 novembre 2016 è di 824.079,14 ettari (9,41% della superficie forestale totale italiana, pari a 8.759.200 ettari). L’area a maggior certificazione è quella gestita dal Bauernbund - Unione Agricoltori di Bolzano (con 301.247 ettari), seguita dall’area gestita dal Consorzio dei Comuni Trentini – AR Trentino (con 258.567 ettari, poi dall’area gestita dal Gruppo PEFC Veneto (con 85.714 ettari, l’8,8%); dall’area gestita dall’Associazione Regionale FVG – Legno Servizi (con 81.587 ettari) quindi a seguire le foreste del Piemonte, della Lombardia, della Toscana e (ultima in ordine di arrivo) della Basilicata.
  • Aziende del settore legno-carta con certificazione di Catena di Custodia PEFC in Italia: 940.


Certificazione PEFC, Diligenza Dovuta e la 995/2010 (Regolamento Europeo Legname)
Il 3 marzo 2013 è entrato in vigore il Regolamento (EU) 995/2010, meglio noto come EU Timber Regulation (EUTR), che si applica al legno e a tutti i prodotti da esso derivati, inclusa la carta. Per le aziende che introducono nel mercato europeo prodotti a base legnosa, il regolamento vieta l'immissione e il commercio di prodotti di origine illegale e obbliga l'adozione di un sistema interno di “dovuta diligenza” (Due Diligence). L'Unione Europea ha approvato questo regolamento per prevenire il commercio di legname illegale in Europa, attività che è già svolta, su base volontaria, dall’attuazione della certificazione di catena di custodia PEFC. La EU-TR, attraverso il Regolamento di Esecuzione (UE) N. 607/2012 però non qualifica le certificazioni forestali come prova automatica (green lane) di rispondenza ai requisiti della Regolamento 995/2010, ma la riconosce tra le certificazioni che servono come base di partenza per l’implementazione di un sistema di Diligenza Dovuta che garantisca la provenienza legale delle loro forniture di materia di origine forestale.
Il sistema di certificazione forestale PEFC ha sviluppato fin dal 2010 un proprio sistema di DD, interno alla certificazione di catena di custodia, che può essere usato come base per un sistema di Due Diligence in accordo ai requisiti della EU-TR. La certificazione di CoC PEFC è quindi tecnicamente considerata adeguata per minimizzare il rischio di commercializzazione (nel mercato comunitario) di legname e/o prodotti in legno di origine illegale, rischio che, secondo la terminologia utilizzata dalla EU-TR, sarebbe così considerato “trascurabile”.
Quindi qualsiasi azienda del settore foresta legno può certificarsi PEFC, anche per dare garanzia che il proprio legname proviene da “Fonti Controllate”, se ha correttamente applicato il sistema di Diligenza Dovuta proposto dal PEFC alla propria azienda, comprese le azioni di analisi del rischio per escludere l’acquisto di legno proveniente da fonti controverse.
Si ricorda che il concetto del controllo su chi “immette il legname per la prima volta nel mercato europeo” non coinvolge solamente gli importatori del legname da fuori Europa, ma anche coloro che, abbattendo un bosco o una piantagione in Italia, vendono i tronchi o i loro derivati (legna da ardere, cippato, ecc), immettendoquindi per la prima volta quel materiale legnoso nel mercato.


Per ogni domanda o richiesta d’informazione è possibile contattare la Segreteria italiana:
Strada dei loggi 22, 06135 Perugia.
tel. 075/7824825 - 075/5997295 | fax 075/7821437
www.pefc.it - info@pefc.it

 



Stima di un albero ornamentale

 

Affrontiamo in questo numero la stima di un albero ornamentale. L’argomento segue l’articolo sulla stima dei parchi e giardini che abbiamo affrontato nella newsletter di novembre. Buona lettura

Le piante sono poste in vendita dai vivaisti, che offrono a prezzi differenziati esemplari di varia misura, anche già molto sviluppati e di pronto effetto ornamentale. Esiste tuttavia un limite alla trapiantabilità degli alberi, e il rimpiazzo di certi soggetti adulti non è materialmente possibile. Per la stima del valore di costo di riproduzione di un albero è necessario ricorrere a procedimenti indiretti.

Un criterio per la stima del valore di un albero di dimensioni superiori alle massime mercantili potrebbe essere il seguente (procedimento del costo):

  1. si accerta il costo, comprensivo di fornitura e messa a dimora, dell’esemplare massimo reperibile sul mercato;
  2. si posticipa tale costo al saggio di interesse sul mercato finanziario per il numero di anni che si ritiene debbano passare perché l’esemplare raggiunga le dimensioni e l’aspetto ornamentale di quello da stimare;
  3. si aggiunge l’accumulazione finale delle spese ordinarie per il mantenimento della pianta (potatura, trattamenti antiparassitari, concimazioni, ecc.).


Esempio
Sia da valutare un cedro del Libano dell’altezza di 16 m. È possibile acquistare e mettere a dimora un esemplare massimo dell’altezza di 6 m, con una spesa complessiva di fornitura e messa a dimora di € 1.500. Il mantenimento della pianta comporta un costo medio annuo di € 50. Il saggio corrente di mercato finanziario è del 5%, e il tempo necessario perché la nuova pianta raggiunga l’altezza di quella in oggetto è previsto in 25 anni.

Posticipazione delle spese di acquisto: € 1.500 x 1,0525 = € 5.080,00

Accumulazione finale delle spese di mantenimento: € 50 * [(1,0525 -1)/0,05] = € 2.386,35

Valore dell’esemplare: € 7.466,35

 

Il valore che risulta dall’applicazione del procedimento del costo rappresenta il valore ornamentale minimo di piante sane e vigorose poiché non tiene conto di indici che lo possono far variare, quali la collocazione nell’ambiente urbano e la posizione nel parco.

Questo procedimento non è sempre valido, poiché, se applicato ad alberi secolari, darebbe valori enormi non realistici. Si consideri che, dopo una certa età, un albero non cresce più sensibilmente e il suo aspetto ornamentale non migliora ma può, anzi, deteriorarsi a causa di agenti patogeni o di eventi atmosferici.

Un criterio migliore sotto l'aspetto logico, in caso di danneggiamento di un albero, ma di difficile applicabilità nella pratica potrebbe essere il seguente:

1. si accerta il costo d'acquisto e messa a dimora di un esemplare commerciale;
2. si determina la diminuzione di valore di mercato del complesso casa-giardino per l'avvenuta sostituzione dell’esemplare vetusto con un albero di minor pregio ornamentale;
3. si sommano i due termini precedenti e si ottiene l'ammontare del danno.
   
Sono stati anche proposti procedimenti empirici di valutazione di un albero che, sulla base del prezzo di mercato (P) di un esemplare da vivaio di dimensioni medie commerciali, ne forniscono il valore con un'espressione del tipo:

V= P c1 c2....... cn

essendo c1, c2, ......, cn coefficienti che tengono conto sia di misure fisiche dell'albero (altezza, diametro della chioma, diametro di base del tronco), sia di caratteristiche qualitative (età, aspetto estetico, stato di salute, funzione ornamentale, ecc), sia della sua collocazione (parco pubblico, giardino privato, aperta campagna). Questi procedimenti pongono giustamente il valore di stima in relazione a più caratteri concorrenti nel determinare il pregio di un albero, ma hanno un punto debole nel fatto che, non esistendo il mercato degli alberi posti definitivamente a dimora, risulta soggettiva l’attribuzione dei coefficienti.

Dino Franchi




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