Consiglio Ordine Nazionale Dottori Agronomi e Dottori Forestali

Newsletter ODAF Piemonte e Valle d'Aosta - Numero 4 - Gennaio 2017

 

Legge di Bilancio 2017: le novità per l’agricoltura

 
La Legge di Bilancio 2017, approvata “post mortem” del Governo Renzi, è entrata in vigore con il nuovo anno.
La prima novità sta nel nome (stranamente non inglese): non più Finanziaria o Legge di Stabilità, ma Legge di Bilancio, essendo stato introdotto in Costituzione (nel 2012) il principio del pareggio di bilancio.

Quali le novità “di sostanza” di questa Legge? Innanzitutto occorre dire che la modalità di approvazione non ha consentito al Senato di apportare emendamenti. Ciò non ha consentito di inserire alcuni elementi anche importanti, ma di scarso interesse per il settore agricolo. Una delle più importanti novità, più volte annunciata dal Governo e molto attesa dai cittadini  è la soppressione di Equitalia, prevista per la metà dell’anno in corso: non è che lo Stato non riscuoterà più le tasse, semplicemente il compito verrà affidato all’Agenzia delle Entrate (probabilmente prendendo la forza lavoro da Equitalia...). Tuttavia questa soppressione si è portata dietro la rottamazione delle cartelle esattoriali: sarà possibile, per coloro che hanno cartelle esattoriali da pagare, evitare l’aggravio di interessi e more, pagando solo le imposte e le sanzioni. L’Iva non è  compresa in questa operazione di sgravio. Una successiva circolare dovrà spiegare come si applicheranno i piani di rateizzazione o le procedure transattive per raggiungere un accordo con il fisco.
La novità forse più importante è però il congelamento dell’aumento dell’Iva, che in termini economici vale circa la metà del costo dell’intera manovra, e che tuttavia sposta semplicemente il problema di un anno: se ne riparlerà nel 2018, ma per ora si evita di aumentare l’Iva deprimendo ancora di più i consumi.

Scendendo maggiormente nello specifico “agricolo”, diverse sono le norme che riguardano il nostro settore, a partire dall’abolizione dell’IRPEF per gli anni 2017, 2018, 2019 per coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola: per questo triennio infatti i redditi dominicali ed agrari non concorreranno alla formazione della base imponibile per queste categorie.
Benefìci anche per l’acquisto di fondi rustici in territori montani: esenzione dal pagamento dell’imposta catastale, e mantenimento delle imposte ipotecaria e di registro in misura fissa nei casi di arrotondamento della proprietà contadina.
Per i giovani è stato previsto l’esonero dal pagamento dei contributi  previdenziali per 3 anni (ed una riduzione per i due successivi), mentre per le strutture di agriturismo scattano le detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizie ed il credito di imposta.
Sul fronte della crescita degli investimenti, la Legge di Bilancio mantiene, e rafforza, il cosiddetto “superammortamento”, che passa dal precedente 140% all’attuale 150% (beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale, quali macchine utensili, impianti di trasformazione, ma anche sistemi di monitoraggio dei consumi idrici ed energetici, ecc…), e diventa 190% per i beni immateriali (software, sistemi di System integration, ecc…). Il superammortamento può riguardare anche le imprese agromeccaniche ed anche gli agronomi.
Verrà prorogata al 31 dicembre prossimo la possibilità di usufruire dei benefìci della cosiddetta “mini Sabatini”, per investimenti nelle startup e nelle piccole e medie imprese innovative.
Se l’IVA resta ferma ai valori attuali, le percentuali di compensazione dell’Iva agricola applicabili agli animali vivi (bovini e suini) viene innalzata rispettivamente al 7,7% e all’8% (con decreto ancora da emanare).
Inoltre altri provvedimenti riguardano il Piano cerealicolo (su cui sono stati stanziati 20 milioni), quello bieticolo-saccarifero (15 milioni nel prossimo triennio). Un milione è destinato al potenziamento delle azioni di promozione all’estero ed internazionalizzazione delle imprese italiane.
Grande importanza viene data alla difesa del suolo, per la quale viene istituito un fondo per il finanziamento degli investimenti infrastrutturali che comprende anche l’importante tema della difesa dal dissesto idrogeologico e la prevenzione del rischio sismico: si parte con una dotazione di 1,9 miliardi per crescere nei prossimi anni.
C’è da sperare che, come al solito, alle parole (scritte) seguano i fatti. Siamo troppo abituati agli annunci che non si concretizzano in interventi reali, rallentati e a volte “insabbiati” dalla necessità di decreti attuativi e di una serie nutrita di circolari applicative.

Fabio Fracchia

 



Gestione innovativa delle potature

 

La potatura degli alberi ornamentali rappresenta un'esigenza legata al mantenimento in condizioni ottimali dei singoli esemplari rispetto alle funzioni per le quali sono stati piantati. Occorre, peraltro, sottolineare - come doverosa premessa - che in linea generale gli alberi in natura non necessitano di alcun tipo di potatura, essendo perfettamente in grado di autoregolarsi nel proprio accrescimento, privandosi autonomamente delle ramificazioni non più necessarie e provvedendo a mettere in atto meccanismi di cicatrizzazione e compartimentazione delle ferite eventualmente createsi a seguito di eventi accidentali. Detto ciò, è tuttavia altrettanto ben noto come le esigenze di fruizione degli spazi, soprattutto nei contesti urbani, richiedano periodici contenimenti delle chiome degli alberi per la vicinanza ad edifici ed infrastrutture tecnologiche, così come la necessità di eliminare ramificazione rinsecchite prima che cadano a terra, potendo essere quindi motivo di pericolo per i passanti. Anche nei contesti extraurbani, soprattutto nel caso delle alberate stradali, le necessità di gestire la crescita delle chiome rispetto alle esigenze del traffico veicolare comportano la regolare effettuazione di interventi di potatura.

Le modalità di effettuazione delle potature degli alberi hanno subito nel corso degli ultimi anni una profonda evoluzione che ha comportato tra l’altro l’abbandono completo delle famigerate “capitozzature”, volte ad eliminare la gran parte della chioma con l’effettuazione di tagli di notevole ampiezza dei rami, causa nel tempo di profonde alterazioni del legno a seguito dello sviluppo di funghi cariogeni. Proprio interventi scorretti di potatura di questo tipo sono frequentemente la causa a distanza talvolta di molti anni della compromissione della stabilità degli alberi e della necessità di un loro abbattimento. Nell’esecuzione degli interventi di potatura, accanto a molteplici esigenze di ordine fisiologico da rispettare per assicurare nel tempo il corretto sviluppo dell’albero, rivestono altrettanta importanza anche le esigenze di ordine estetico, volte a rispettare il più possibile l’architettura della chioma tipica di ciascuna specie vegetale.

La complessità dei fattori connessi all’esecuzione corretta della potatura degli alberi richiede necessariamente l’affidamento esclusivo dei lavori ad operatori specializzati in questo settore sotto la costante supervisione tecnica di professionisti qualificati nel campo dell’arboricoltura ornamentale che possano guidare convenientemente le operazioni. L’importanza del patrimonio arboreo delle nostre città e dei territori circostanti richiede assolutamente attenzioni e valutazioni puntuali e qualificate nella logica di un'efficace conservazione del verde a vantaggio di tutta la società.
“In questa  innovativa azione – dichiara il Presidente della Provincia di Asti Marco Gabusi – l’ente ha avviato un  percorso di aggiornamento degli standard di gestione del verde di propria competenza in un proficuo confronto con l’Ordine dei Dottori agronomi e Dottori forestali della provincia di Asti e con diverse associazioni ambientaliste locali, tra cui Legambiente. Infatti la Delibera del Consiglio Provinciale n. 30 del giugno 2016, ad oggetto “Linee di indirizzo per la gestione innovativa della componente vegetativa lungo la rete stradale provinciale” attesta che tutti gli alberi della rete stradale provinciale sono stati oggetto nei mesi scorsi da parte di Dottori agronomi di un apposito controllo fitosanitario, comprendente nello specifico: censimento, schedatura, esame della stabilità di ciascun esemplare arboreo e descrizione degli specifici interventi da eseguire su ogni albero per garantirne le condizioni di sicurezza nei confronti degli utenti della strada ed un miglioramento delle stesse condizioni fitosanitarie”  conclude il Presidente Gabusi.
“Con questa modalità di azione - interviene l’Ing. Paolo Biletta, dirigente alla Viabilità della Provincia di Asti - già nel corrente mese di gennaio avranno luogo operazioni di potatura e messa in sicurezza delle alberature lungo le principali strade extraurbane in gestione all’Ente provinciale e precisamente la S.P. 10 “Padana Inferiore” e la S.P. 29 “Raccordo” nei Comuni di Villanova d’Asti, Dusino San Michele, Villafranca d’Asti, Baldichieri d’Asti, Asti e Castello d’Annone, dove gli interventi riguarderanno complessivamente ben 300 esemplari arborei, e lungo la S.P.26 e la S.P. 37 nei Comune di Portacomaro su ulteriori 95 esemplari arborei. I lavori saranno eseguiti da ditte specializzate sotto la stretta sorveglianza e direzione lavori di dottore Agronomo che dovrà garantirne la corretta esecuzione”.
L’approccio adottato con il diretto coinvolgimento di professionisti agronomi specializzati nel campo dell’Arboricoltura in fase di valutazione della stabilità degli alberi e di controllo delle operazioni di potatura per conseguire l’importante obiettivo di una ottimale gestione del patrimonio arboreo in carico alla Provincia di Asti, rappresenta un modello virtuoso da far conoscere anche al di fuori della realtà locale, affinché possa essere adottato da altre amministrazioni pubbliche nell’esclusivo interesse dell’ambiente, dei fruitori delle strade e più in generale della società.

Provincia di Asti - Segreteria di Presidenza

 



Considerazioni sulla dichiarazione dell’OMS
a proposito di carni lavorate e carni rosse

 

In seguito alla pubblicazione dei risultati di una indagine epidemiologica del IARC resa nota dall’OMS, molti sono i pareri scientiici che ne hanno smontato la validità.
Non ultimo il parere del comitato scientiico dell’ASPA (la più nota associazione scientifica sulle produzioni animali italiana) che rivela come solo l’anno scorso un lavoro analogo (Oostjinger et alii) dimostrò l’assoluta infondatezza di questa correlazione.
Inoltre si fa notare come la minima differenza nell’incidenza di tumori al colon-retto riscontrata in alcuni dei lavori presi in considerazione (gli altri concludevano che non c’era nessuna correlazione) è insignificante se messa a confronto con altre correlazioni:

  • non fumatori / fumatori da 1 a 30 (tumore ai polmoni)
  • non consumatori di alcool e consumatori di alcool da 1 a 20 (tumori)
  • aria pura e smog da 1 a 10 (tumori ai polmoni)
  • carni lavorate (piccole dosi) / carni lavorate più volte a settimana da 1,1 a 2,2
  • (tumori al colon)
  • carni rosse 1 volta a settimana e carni rosse più volte a settimana leggera probabilità ma non signiicatività (cioè nessuna correlazione)

Ma c’è dell’altro ancora più sospetto. Da una mia indagine sulle pubblicazioni del IARC degli ultimi 30 anni, non trovo nessun altro alimento messo sotto osservazione oltre all’alcool e alla caffeina solo la carne. Ci sono centinaia di sostanze potenzialmente tossiche analizzate, ma come alimento vero e proprio solo la carne lavorata e la carne rossa.

Inoltre è vergognoso che alle indagini epidemiologiche e ai casi controllo venga data tutta questa importanza. Mi spiego meglio. Un'indagine epidemiologica è una raccolta di dati fatta con un questionario non controllabile (ci si fida delle risposte date) dove il rilevare se uno mangia carne 1-2-3 o più volte la settimana è insufficiente per conoscere tutte le abitudini degli intervistati. In alcuni di questi lavori da me visionati non si chiedeva nemmeno se l’intervistato fosse un fumatore o no!!!!. In altri lo stile di vita era dato per scontato che  fosse  simile, e in alcuni la dieta di chi mangiava molte carni lavorate nei confronti degli altri gruppi controllati era maggiore di circa 400 calorie. Avendo l’IARC analizzato molti lavori (dicono 800 ma solo 22 sono citati) è chiaro che non ci è dato sapere come fossero fatti i questionari. In pratica rilevazioni statistiche fatte con semplici questionari hanno un bassissimo  valore  scientiico.
Ma c’è dell’altro. Questo pannello di “esperti” che doveva valutare questi lavori era per gran parte composto da dipendenti dell’OMS e comunque molti di loro non erano d’accordo con queste conclusioni! Anche qui, mentre negli altri casi le conclusioni trovavano tutti d’accordo in questo caso molti dei componenti del pannello di esperti non ha voluto avvallare queste conclusioni.
Ma c’è dell’altro. I lavori esaminati cercavano solo una correlazione fra mangiare molta carne e poca e non fra vegetariani e carnivori.
Invece, in un lavoro importante dell’università di Graz, si è dimostrato (sempre con una indagine epidemiologica), che i vegetariani hanno un'incidenza di tumori di 2,6 volte superiore a quella dei carnivori,di disturbi mentali di circa 2 volte superiore, e circa il doppio di allergie, con una significatività statistica uguale a quella dei pochi lavori sul consumo di carni lavorate citati dal IARC che hanno dimostrato una correlazione.

Di fronte a dati così poco attendibili e vari qualsiasi ricercatore serio non potrebbe giungere a nessuna conclusione certa. I Lavori scientifici (e non indagini epidemiologiche) ci sono, e dimostrano con certezza scientifica, che non solo la carne (rossa e non) fa bene, ma che ad esempio quella bovina contiene sostanze anticancerogene (CLA) la cui efficacia è dimostrata da molti lavori scientifici. Ma perché questi ultimi non vengono mai citati?
La poca attendibilità scientiica delle indagini del IARC è dimostrata anche dal fatto che, mentre per altre cat- egorie di sostanze si cerca di capire quale sostanza sia effettivamente responsabile di certe patologie, con le carni, anche nei casi si trovino delle deboli correlazioni, non si cerca di capire per quale motivo e per quale sostanza in particolare. Ad esempio dire che il mais in certi casi fa male agli animali e quindi è da evitare, sarebbe riduttivo e inesatto, poiché noi sappiamo che sono le micotossine, ad esempio, le responsabili di alcune patologie, e non il mais in se. Allo stesso modo se la sostanza responsabile di alcune patologie fosse il benzopirene che si sviluppa dalla cottura alla brace della carne, si dovrebbe cercare di capire se non sono, ad esempio, i metodi di cottura e non la carne in se i responsabili di certi effetti sulla salute, come nel caso delle carni conservate se non siano certi conservanti (che in Italia magari non vengono neanche utilizzati) e non le carni in se.
Tutto questo non  viene  fatto, quasi si cercasse solo un pretesto per dare contro ad un alimento tra i più salubri e che ha il solo difetto di non essere di moda come le cavallette o le alghe.

Alberto Rovera

 


 

Prossimi eventi

 

27/01/2017 - “Campionamento, analisi e gestione del dato analitico
Il Laboratorio Chimico Camera  di  Commercio  Torino, in collaborazione con la Scuola di Sicurezza nell’Alimentazione, organizzano un incontro rivolto alle aziende e ai professionisti che operano nel  settore alimentare, per fare il punto sul campionamento degli alimenti analizzandone i diversi aspetti a partire dalla normativa vigente. Si faranno anche cenni al corretto approccio del prelievo del campione che risulta fondamentale al fine di avere un campione rappresentativo e che permetta il sicuro rispetto dei principi di sicurezza alimentare. Laboratorio chimico Camera di Commercio Torino, ore 9.00 - 17.00. Sala convegni Via Ventimiglia, 165 - Torino.

31/01/2017 - "Pianificazione, programmazione e progettazione delle misure per il contrasto del rischio idrogeologico"
Il seminario divulgativo, rivolto ai Comuni, alle Province, ai professionisti, e a tutti gli operatori del settore, ha lo scopo di discutere delle nuove modalità di approccio alla progettazione degli interventi di riduzione del rischio idrogeologico, al fine di creare congiuntamente il più possibile un sistema virtuoso. Tale approccio deriva sia dall'attuazione del Piano di gestione del rischio di alluvioni (PGRA) che dallo schema compilativo proposto dalla piattaforma Rendis-Web. Hotel La Porta delle Langhe, Cherasco, ore 9.00 - 16.30. Via Savigliano, 116 – Cherasco (CN). Programma.

10/02/2017 - "La nuova legge quadro della vite e del vino: opportunità anche per la viticoltura eroica"
Banca di Credito Cooperativo Valdostana, ore 15. Sala convegni Via G. Garibaldi, 3 - Aosta.




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